RITORNI di Alberto Ingenito

Giorno di Pasqua, giorno in cui si ricorda la risurrezione di Gesù. In una casa di quartiere modesto, un vecchietto è intento a scrivere uno dei suoi racconti; mentre scrive, sente bussare alla porta. Va ad aprire e si trova di fronte un bambino alto mezzo metro e dell'età di circa 6 anni. - Signore, posso chiederle un po' di zucchero? Sa, in casa l'abbiamo finito, sono il figlio del suo vicino. - Ma certo, vado a prenderlo subito. Aspetta qui. Il vecchio va a prendere lo zucchero, ma quando torna sull'uscio della porta il bambino è sparito. - Ma dov'è? Senza pensarci più di tanto l'anziano signore torna ai suoi scritti. Il mattino seguente, sente nuovamente bussare alla porta. Aperta la porta, si trova di fronte una bambina dai bei occhi azzurri e capelli biondi. - Signore può darmi un po' di pane? Sa, noi l'abbiamo finito e non possiamo comprarlo. - Va bene, vado a prendertelo. Aspetta qui. Ma anche stavolta tornato alla porta, l'uomo non trova la bambina. Comincia a dubitare che fosse vero o che avesse sognato. Un giorno decise di bussare alla porta del vicino, per chiedere se i bambini, tempo prima, gli avessero chiesto zucchero e pane. La risposta fu sbalorditiva: loro non avevano figli piccoli e a quanto sapevano non c'era nessuno nella palazzina che avesse bambini del tipo descritto dal signore anziano. Passò del tempo, l'anziano signore di tanto in tanto pensava a quei due bambini.

Durante una passeggiata si soffermò a guardare un quadro davanti a un negozio su cui erano ritratti due bambini, un bambino di circa 6 anni e una bambina con gli occhi azzurri e capelli biondi. Il quadro era firmato. Il vecchio riconobbe in quei bambini, coloro che tempo a dietro gli avevano chiesto zucchero e pane. Ma la cosa più importante era chi aveva firmato il quadro, lui stesso da giovane


Alberto Ingenito



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