RIFLESSIONI NON POLEMICHE. LA PANDEMIA... PER VENIRNE FUORI.

di Gennaro Esposito


Voglio scrivere anch'io di questa pandemia e confrontarmi sulla dirittura comportamentale da tenere per uscirne fuori. Sul Covid19 è stato pubblicato abbastanza da potersi fare un'idea di come può avvenire il contagio e di come evitarlo.

Non mi sento d'accordo con quelli che spingono all'estremo le regole vigenti, sia in senso liberale che in senso restrittivo e credo che la conoscenza di sani comportamenti possa essere di aiuto per minimizzare il contagio ma non una garanzia.


La trasmissione del virus avviene per via aerea e con alcune varianti è veramente formidabile. Per fortuna, possiamo contare su terapie preventive, come i vaccini, che promettono di ridurre la probabilità di ammalarsi, di infettarsi. Debellare il virus significa vaccinare l'intera popolazione ma è un obiettivo a lungo termine per cui anche quando sarò vaccinato dovrò comunque prestare attenzione e offrire ogni volta fiducia a chi si trova a distanza di sicurezza. Quest'ultima è stata stimata in un metro perché doveva essere dato un parametro di massima, ma varia abbastanza e molto dipende dalle attività che si stanno svolgendo al momento dell'incontro e che determinano la possibilità effettiva che si possa venire a contatto con goccioline di saliva di un soggetto positivo al Covid.

Io, ad esempio, faccio parte di un coro e la distanza dal compagno/a di studio durante il canto è circa due metri (tutti usiamo la mascherina in maniera molto accorta). Questa stessa distanza è prescritta senza l'obbligo di utilizzo della mascherina per le attività sportive individuali, ma dipende anch'essa da cosa si sta facendo, infatti, in caso di attività sportiva, sarò e saremo costretti ad immaginare continuamente il flusso delle goccioline possano raggiungermi/ci ed evitarlo in ogni passaggio ravvicinato.

Incrociare passanti con la mascherina può capitare anche ad un metro senza rischiare il contagio, ma andare dietro ad altri ciclisti o corridori richiede anche più di due metri per essere più sicuri e rischiare meno. Naturalmente, nessuna attenzione è una garanzia totale per la nostra personale incolumità ma evitare di restare nella scia di chi respira a tutta forza senza mascherina è assai più saggio.


Ho fatto delle amene considerazioni sulla distanza di sicurezza perché nella mia vita sono quelle più importanti ma senza voler nulla togliere alle norme igieniche comuni che saranno certamente più importanti per chi scambia spesso oggetti o ha frequenti contatti con estranei.


Il vero pericolo è fare i conti con l'imprevedibile e questo non può che affrontarlo degnamente il nostro sistema immunitario. È importante, quindi, adoperarsi nel rafforzamento del sistema immunitario, adottando le più avanzate tecniche nutrizionali, psicologiche e di fitness, fino a quando non ci si sarà vaccinati. Altrettanto importante è avere cure tempestive ed efficaci all'insorgere dei primi sintomi una volta contagiati.


Lascerò agli esperti del campo medico argomentare circa la cura e la prevenzione, che sono le azioni più decisive e che incidono sulle percentuali dei dati relativi al contagio e alla mortalità. In Italia la mortalità risulta molto alta rispetto ai Paesi più progrediti.

Personalmente, ritengo che bisognerebbe evitare di confidare esclusivamente sul vaccino, non ritengo corretto pensare che sia soltanto la vaccinazione l'unica via di uscita dalla pandemia: è importante riflettere maggiormente circa comportamenti rispettosi e di cura più attenta del prossimo da noi.




Gennaro Esposito




Disegno di Salvatore Criscuolo

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