LE 100 INTERVISTE DEL SIGNOR FRANCESC'ALBERTO

Aggiornamento: 4 mag 2021

di Francesco&Alberto.


Intervista di Francesco&Alberto all’operatrice Maria Petrosino.


"Il vero cambiamento inizia quando inizia 'il fare delle cose', dico, non parlarne e basta".

Da quanto tempo lavori nel centro diurno di via Bastioni?

Da luglio 2017.


Cosa ti piace del centro?

Adoro i vari laboratori che sono stati attivati e fanno parte di un progetto a cui ho servito il mio contribuito, ma quel che mi piace di più è il rapporto che si è creato con gli ospiti del centro e con gli altri operatori. Un buon gruppo di lavoro. E’ un ambiente sereno e rassicurante che si è consolidato negli anni grazie all'intervento del Dott. Vietri.


Prima di lavorare a via Bastioni hai avuto precedenti esperienze lavorative in questo campo e che differenze hai riscontrato?

Ho lavorato più di 20 anni in un’altra struttura. Lavoravo, come educatrice, in una RSA a Castellamare di Stabia. Era una struttura molto grande che ospitava anziani. E’ stata un’esperienza diversa perché lavoravo sulle capacità residue degli ospiti della struttura e meno sulle capacità potenziali. E’ stata anche quella una lunga e bellissima esperienza di lavoro.


Cosa significa per te riabilitare – riabilitazione?

Per me significa “ricostruire”. E’ un processo di ricerca delle soluzione per il miglioramento del livello qualitativo complessivo della vita della persona che si presta alle nostre attività di "cura"...


Che risposte cercate di sollecitare?

Attraverso le attività laboratoriali sollecitiamo la percezione del valore della condivisione per creare l'assenza dello spaesamento... lavoriamo per annullare il dolore generato dalla solitudine.


Cosa è per te il reinserimento sociale e come si può contribuire a questo reinserimento?

Il vero cambiamento inizia quando inizia “il fare delle cose”, dico, non parlarne e basta.


Durante la tua esperienza lavorativa, è accaduto che qualcuno si sia reinserito nella società?

Si, ci sono stati meravigliosi casi in cui ho assistito al pieno reinserimento in società di numerose persone.


Mi racconti un episodio bello accaduto all’interno del centro. E un episodio bello durante la pandemia?

Un episodio bello... quando abbiamo fatto un presepe dipinto sul cartone., c’era anche Tommaso. Un giorno, prendemmo delle misure sbagliate per fare un lavoro, ci fu un attimo di scoramento ma Tommaso ci incoraggiò e senza perdersi di animo, si rimise all’opera. Anche durante la pandemia ci sono stati episodi positivi. In pieno lockdown, si è intensificato il rapporto anche con gli altri operatori per sopperire alle tante nuove difficoltà e limitazioni create dalla pandemia.


Quale aspetto positivo ti riconosci e porti nel tuo lavoro – rapporto con l’utente? Sono empatica e materna... forse troppo.


Lo psichiatra Eugenio Borgna scrive: “Le parole, queste creature viventi, creano ponti di comunicazioni tra chi parla e chi ascolta”. Le tue parole per lavorare, costruire ponti con l’altro, quali sono?

Le mie parole preferite sono: partecipazione, speranza, fiducia.


Come fare a superare i pregiudizi delle persone?

Nessuno di noi è immune dal pregiudizio e ognuno di noi può aiutare questo mondo a difendersi dall'inutilità di tutti i pregiudizi.




Francesco&Alberto



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