FRAGILITÀ: LA VECCHINA DI QUESTA MATTINA.

di Antonio Annunziata.


Quando si arriva intorno agli 80 anni, anche persone che un tempo erano forti e risolute iniziano a mostrare timori e fragilità che non ti aspetti. E' un fatto che ho osservato con persone a me vicine negli anni scorsi. Oggi, tornando alle poste dopo il far west dell'altro giorno, mi si è avvicinata una vecchina.

Distinta ma nel panico, veramente impaurita: mi ha confessato che avvicinarsi al vetro dell'impiegato le procurava ansia e mi ha chiesto se potevo spedire una raccomandata per suo conto.

Tremante, e con gli occhi di chi supplica una cortesia, mi ha porto una busta, il biglietto della prenotazione, e una banconota per pagare. L'ho rassicurata subito. Le ho chiesto se aveva compilato il modulo di ricevuta. Ovviamente no. Le ho chiesto a bassa voce, per non farle venire altra ansia, se dovevo farla con avviso di ricevimento. Non sapeva cosa fosse. Con la faccia mortificata ha aggiunto che era stata un'insegnante, e quindi una persona con un ruolo attivo nella nostra società. Voleva giustificarsi per non ricordare cosa fosse una raccomandata AR. Le ho sorriso e le ho detto di non preoccuparsi. Ovviamente, il biglietto che aveva preso non andava bene (era quello per i pagamenti e non per spedizioni e ritiri). Avevo il mio e ho fatto la sua spedizione assieme alla mia operazione. Quando sono tornato con la ricevuta e il resto, la vecchina si è illuminata, Si è profusa in ringraziamenti non dovuti, ha voluto sapere il mio nome e la mia professione. Ci siamo salutati.

La vecchina ha detto "Lei è un angelo"

Le ho risposto "Non ho fatto nulla di che, stia bene e tanti auguri di buone feste".

Non avevo fatto niente, ma alcune volte non è il "cosa" che conta. E' il "come".

E basta veramente poco.






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